A cavalluccio di Garibaldi

Volevo raccontarvi già ieri di questo dialogo di cui sono stato spettatore  sul treno al ritorno dall’università qualche giorno fa. Quando succedono queste cose, riesco a capire quanto poco lavoro di adattamento ha dovuto fare Luciano De Crescenzo quando raccontava di Napoli nei suoi libri. Non mi sono permesso di aggiungere niente di mio al racconto, al massimo ci sono delle parti mancanti, che la memoria mi ha fregato.  Buona lettura!

=Personaggi=

  • Prima Signora (PS)
  • Seconda Signora (SS)
  • Ragazza (R)
  • Io

=Scena Iniziale=

Treno regionale. Odore di ruggine, freni bruciati e olio cotto. Sediolini un po’ unti, caldo opprimente. Molti extracomunitari che ritornano a casa dopo aver passato le giornate in mezzo alla strada, uno di questi ha un passeggino con una televisione 26 pollici poggiata sopra. Io e la ragazza siamo seduti uno di fronte all’altro. Entra la Prima Signora e si siede accanto a me.

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