A cavalluccio di Garibaldi

Volevo raccontarvi già ieri di questo dialogo di cui sono stato spettatore  sul treno al ritorno dall’università qualche giorno fa. Quando succedono queste cose, riesco a capire quanto poco lavoro di adattamento ha dovuto fare Luciano De Crescenzo quando raccontava di Napoli nei suoi libri. Non mi sono permesso di aggiungere niente di mio al racconto, al massimo ci sono delle parti mancanti, che la memoria mi ha fregato.  Buona lettura!

=Personaggi=

  • Prima Signora (PS)
  • Seconda Signora (SS)
  • Ragazza (R)
  • Io

=Scena Iniziale=

Treno regionale. Odore di ruggine, freni bruciati e olio cotto. Sediolini un po’ unti, caldo opprimente. Molti extracomunitari che ritornano a casa dopo aver passato le giornate in mezzo alla strada, uno di questi ha un passeggino con una televisione 26 pollici poggiata sopra. Io e la ragazza siamo seduti uno di fronte all’altro. Entra la Prima Signora e si siede accanto a me.

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La partitella

Una bella giornata di sole accoglie il match di oggi, 30 agosto 2006, tra le primavere delle Merde e dei Deretani. In campo figurano simboli storici delle squadre come Marc Gianfichenders, Giusty Prais, BRUnS Harper, Darian Ross, oltre a Pierfrancesco Picardi, di Casandrino, emergente vivaio di giovani talenti.

Piccolo cameo per Peppe Lodi, cugino del Lodi della nazionale, di cui però indossa la maglia, avendo lo stesso cognome.

Il campo è quello classico del Planet Soccer [vecchi tempi]: collinette qui e lì, sassi aguzzi, e sabbia mista a sale, per una partita da veri uomini: se la ferita non brucia godi solo a metà. In più sono presenti una serie di altri giocatori e di cui, come in ogni partita della New Team che si rispetti, nessuno se ne fotte.

La partita inizia bene per le Merde che subito attaccano con Picardi, che porta palla, attacca attacca, attacca….ma cosa fa…urla a tutti di andare in difesa…uhm Picardi è convinto che la difesa non basti, anche se è lui che sta portando palla…Gianfichenders reclama palla..

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Il berna point (parte prima)

Ed arrivò il giorno.

Dopo che i 1200 piccoli rossi e luccicanti quadrettini di plastica o cartoncino, accuratamente ritagliati, furono incollati minuziosamente negli appositi spazi, eravamo pronti a partire. Non sapevamo quando e se avremmo fatto ritorno, l’unica cosa certa era che dovevamo partire.

La discesa delle scale fu accompagnata dalle parole di mia sorella, che mi rammentò: “Io ho già vissuto sulla mia pelle il destino che incombe su di te, vai sereno, e torna!”.

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Lip-dub ovvero “Canta tu”

Alzi la mano chi, ascoltando una delle canzoni preferite, non mima il cantante, magari con un inglese molto “auanesghensc” (…I uanna bi, uanna uanna uanna bi..wi ar d cempiooonnn….), dunque non è nulla di nuovo quello che hanno fatto nell’ufficio di Connected Ventures, “un gruppo di amici che lavorano per Vimeo, CollegeHumor, Busted Tees, and Defunker” così come si definiscono nella pagina di Vimeo….prendere una canzone, e mimare di cantarla…la cosa più semplice del mondo…però, che dire, l’hanno fatto veramente bene (guardate gli ultimi secondi!). La canzone è Flagpole Sitta degli Harvey Danger

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What’s up?

 

Non era mai successa una cosa cosi. Mai. In vent’anni mai un litigio, mai uno screzio. Erano stati insieme e si erano dati la mano nei momenti di difficoltà. Dove c’era uno di loro che soffriva, nelle immediate vicinanze, vedevi anche gli altri due. Magari uno spettatore esterno non ci avrebbe fatto caso, ma c’erano. E’ difficile spiegare cosa fosse quell’incomprensibile alchimia che si creava quando quelle tre menti erano vicine, fatto sta che facevano scintille.

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